Mississippi Blues. Anche le Colline hanno le orecchie

Alias - hill country blues“I hear the Hills callin’ out my name”, questo uno dei versi cardine di “Hear the Hills” brano principe di “Keys To The Kingdom”, lavoro del 2011 dei North Mississippi Allstars. In una frase semplice ed immediata si trova riassunta la magia dell’area geografica che include le Colline del Nord Mississippi, carica di storie ebbre di luce e di buio, di canzoni meravigliose che hanno influenzato e continuano a farlo tanto il rock che la dance in varie forme da circa venti anni a questa parte. Jon Spencer Blues Explosion, Iggy Pop, Black Keys e Daftpunk. Bastano questi quattro nomi per indicare chi in modo più o meno sincero e devoto sia andato a pescare ispirazioni, groove ed idee da quelle parti. Ne raccontammo qualcosa già nell’ottobre del 2007 [Alias n°475] e proprio da lì, ripartiamo. Narrando quanto le vicende di donne e uomini che lì vivono siano strettamente legate al proprio territorio. E di come questa appartenenza si tramuti in musica. No romanticismo spicciolo di bassa lega: piuttosto un dato concreto. Che si ravvisa nei suoni circolari ed ipnotici che così tanto rammentano il paesaggio collinare di cui parliamo. Per averne prova basta semplicemente guidare lungo la Highway 7 che dal nord dello stato scivola verso sud, incrociando posti come Holly Springs, Oxford, Water Valley. E magari abbandonarla per qualche miglio per entrare nella vecchia carretera locale, la suggestiva Old Mississippi 7. E se ieri a percorrerla c’erano gente come Mississippi Fred McDowell e Ranie Burnette, piuttosto che Junior Kimbrough, Otha Turner o “The Role” Burnside, oggi tocca ad altri.

 

North Mississippi Allstars e il Blues delle Colline oggi

Tirano le fila di una scena musicale a dir poco effervescente, i North Mississippi Allstars dei fratelli Luther & Cody Dickinson. I quali prendendo ad esempio le capacità dell’illustre genitore Jim, scomparso nel ferragosto del 2009, hanno lentamente ma con perizia costruito qualcosa di rilevante. Il nome della band fa da traino alla loro label, la Songs Of The South Records, che negli ultimi anni ha dato alle stampe diversi dischi. Tra questi il lavoro solista di Luther “Hambone’s Meditations”, ed il collettivo The Wandering con dentro quattro giovani musiciste di grandissimo valore, tra cui la oramai mainstream Valerie June. Ultima fatica in ordine cronologico il loro meraviglioso “World Boogie Is Coming”: “Ne siamo orgogliosi. E’ un progetto complesso, con dentro tante canzoni che abbiamo registrato allo Zebra Ranch, nello studio che fu di nostro padre a Coldwater, Mississippi. E’ un progetto multimediale che implementa numerosi videoclip. Volevamo realizzare un documento che facesse conoscere per intero la musica e gli aspetti culturali della nostra terra, per presentarlo al mondo.” In un riuscito taglia e cuci, tradizione autentica nel blues, gli NMA hanno realizzato alla perfezione il loro intento facendosi coaudivare da altri: “Kenny Brown, Alvin Youngblood Hart e DuWayne Burnside ci hanno aiutato. Altrettanto hanno fatto amici musicisti appartenenti a quella nuova generazione di cui facciamo parte. Mi riferisco a Lightnin’ Malcolm, Sharde Turner e Garry Burnside.”.

Una nuova generazione di artisti a tirare le fila dell’Hill-Country

Non soltanto NMA ad animare la scena: molteplici sono i protagonisti in attività. Recente e riuscitissima uscita per il redivivo David Kimbrough Jr. che assieme al suo nephew David Gray alla batteria ha da poco tirato fuori “Oh Baby Please”, un autoproduzione a dir poco fantastica. David ha forse dismesso per sempre quei panni del “bad boy” che lo hanno tenuto nelle sabbie per anni: nuova famiglia con prole annessa e chiara intenzione di andare avanti con la sua musica. Percezione totale che si evince dal disco dove il cantante e chitarrista espande ulteriormente i confini dell’Hill-Country Blues.

Reed Turchi giovane chitarrista e produttore

Reed Turchi - Hill Country Blues

Prossima invece per il 2014 la nuova pubblicazione del bravo Eric Deaton, il quale sta lavorando in studio a quello che sarà il seguito dello scintillante “Smile at Trouble” del 2009. L’ex ragazzo che a soli 18 anni abbandonò il North Carolina per vivere nel selvaggio Mississippi, affascinato dalle Colline, non è il solo a giungere da quello stato. Simile anche la storia del ventiquattrenne cantante, chitarrista e produttore Reed Turchi: “Sono nato ad Asheville, NC, dove vivo ancora oggi. Ho iniziato da ragazzo a viaggiare nel North Mississippi, complici anche i racconti di Bill (William) Ferris . Lo incontrai al primo anno di università alla Chapel Hill, dove insegnava nel “Southern Studies Department”. Per me è stato non un solo un docente, ma un mentore. Incoraggiandomi nelle decisioni ed aprendomi strade, che poi hanno portato tra le tante cose, alla nascita della Devil Down Records”. Ovvero una delle più interessanti e agguerrite label di settore, che sta mietendo in pochi anni di attività riconoscimenti da critica e pubblico, complici uscite a nome di Kenny Brown (“Can’t Stay Long”), Little Joe Ayers (“Backatchya”), gli stessi NMA (Live At The Hills”) ed uno strepitoso inedito di McDowell (“Come And Found You Gone”). Un catalogo quello dell’etichetta, dove spicca tra l’altro anche “Goldfoil” del nostrano Adriano Viterbini. Il ricercatore sul campo e docente universitario Ferris, ha supportato Turchi anche nell’avvio della carriera discografica: l’egregio esordio di “Road Ends In Water” nel 2012 fa ben sperare per il nuovo lavoro atteso per l’aprile prossimo.

 

Da Cody Burnside a Cedric Burnside, storia di una blues generation

Cesric Burnside Mississippi bluesStorie invece purtroppo concluse quelle di due musicisti scomparsi nel 2011 e 2012 e tra loro legati: Cody Burnside e John-Alex Mason avevano condiviso palchi e sale di registrazione. Tanto il primo con il suo rap, quanto il secondo con una visione afrocentrica, stavano modulando e forse rinnovando l’Hill-Country. Esempio perfetto ne è “Jook Joint Thunderclap”, epitaffio discografico a firma di Mason pubblicato nel 2011, dove il rap di Cody emergeva in tutta la sua bellezza. Indiscutibile comunque che la “new generation” evocata da Luther Dickinson, stia esplodendo. Lo dimostra anche la crescita del bianco Lightnin’ Malcolm che terminato il sodalizio con Cedric Burnside (da avere nelle vostre discografie “2 Man Wrecking Crew” del 2008), ha ripreso il proprio percorso incidendo “Renegade” (2011) e “Rough Out There” (2013): lavori in cui progressivamente appare sempre meno derivativo e maggiormente personale. Ed a proprosito di Cedric, proprio al batterista, cantante e chitarrista nipote di R.L. va giustamente riconosciuto l’altro titolo di capofila dell’intero movimento. Lo comprovano i due dischi “The Way I Am” (2011) e “Hear Me When I Say” (2013), con i quali ha miscelato tradizione, contemporaneità ed innovazione. Come ci racconta egli stesso: “Il primo è un mix di Hill-Country Rap ed Hill-Country Blues. Il secondo sviluppa temi di Mississippi Hill-Country Blues con sapori New Orleans. E’ una città dove suoniamo molto, il nostro manager vive lì e ci affascina l’atmosfera che si respira.”. A condividere questa nuova avventura troviamo il chitarrista Trenton Ayers, figlio del citato Little Joe di cui sopra: “Trenton ed io facciamo parte di questa nuova generazione. Come noi ci sono dentro i miei zii, Duwayne e Garry, Sharde Turner, Luther e Cody ed altri ancora. Cerchiamo di fare del nostro meglio”.

North Mississippi Hill Country Picnic Festival

Brucia una fiamma vivida ed intensa nelle Hills che copre defezioni e distrazioni. Se infatti la stella luminiscente di Jimbo Mathus si è temporaneamente rivolta verso l’altro grande suo amore, l’Americana-Sound, con un disco all’anno dal 2010, no problem. E’ un figliol prodigo è tornerà. Come Richard Johnston, il migliore fra tutti gli one-man band, al momento perso in se stesso. E nell’attesa che altri elementi delle dinastie Burnside e Kimbrough abbiano la forza di uscir fuori, la collettività delle Hills ha comunque una strada da percorrere. Sopratutto quando riunisce se stessa, come ad esempio nell’annuale North Mississippi Hill Country Picnic Festival. Ci arriva proprio percorrendo la malconcia Old Mississippi 7, lambendo il ranch di Kenny Brown. Questo Festival, che giunge per il giugno 2014 alla sua nona edizione, è molto di più di una semplice rassegna. E’ per l’appunto un “picnic-party”. Dove una comunità parla, racconta e suona di se stessa. Griots mississipiani con cognomi come Dickinson e Burnside officiano la cerimonia. Ma questa è un’altra storia, che racconteremo la prossima volta.

Gianluca Diana
Alias n° – Il Manifesto
Photocredit: Reed Turchi @ Martina Monopoli